JORNADA DE OZONIOTERAPIA ITALIANA ---------------------------
PROGRAMA JORNADA ITALIANA
... --------------------------- CONTINUA >>>
CONVEGNO DI OSSIGENO OZONO TERAPIA ---------------------------
Roma - 13 dicembre 20083 CREDITI ECMORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI DI ROMAVi... --------------------------- CONTINUA >>>
Lesioni muscolari (1 parte)
Le lesioni muscolari acute sono piuttosto frequenti in tutte le discipline sportive, avendo un'incidenza del 10-30% di tutti i traumi da sport. In particolare più spesso sono interessati i muscoli ischio-crurali, (i muscoli posteriori della coscia), degli arti inferiori, detti biarticolari in quanto si inseriscono sul bacino e sulla gamba, agendo di conseguenza sia sull'anca che sul ginocchio. Il danno muscolare può essere la conseguenza di un:
- trauma diretto - trauma indiretto.
Nel primo caso l'agente che produce la lesione è esterno; tale trauma contusivo determina la lesione di un numero di fibre muscolari tanto maggiore quanto più forte è il trauma e quanto meno è contratto il muscolo al momento della contusione, (in condizioni di rilasciamento muscolare, l'intensità dell'onda pressoria che arriva al piano muscolare profondo ed al piano scheletrico è maggiore). Generalmente le più colpite sono le fibre muscolari profonde, adiacenti al piano osseo. Questo spiega il perchè le contusioni muscolari vengano spesso sottostimate, in quanto la lesione è profonda ed il versamento ematico, (l'abbondante vascolarizzazione del muscolo scheletrico determina, in occasione di una lesione, la fuoriuscita di una certa quantità di sangue), non appare in superficie. I segni clinici sono: dolore nella sede dell'impatto, tumefazione locale seguita dopo qualche giorno da un'ecchimosi, che può arrivare fino ad un ematoma diffuso e conseguente limitazione funzionale.
La terapia, che dev'essere sempre prescritta da un medico specialista in fisiatria o in medicina sportiva o in ortopedia, ed eseguita da un fisioterapista, consisterà nel riposo immediato, ghiaccio e compressione locale; successivamente, dopo aver valutato ecograficamene l'entità della lesione, si seguirà la terapia delle lesioni muscolari indirette. Più frequenti sono le lesioni muscolari da trauma indiretto: in questo caso è l'atleta stesso che provoca la lesione. Questa può essere causata da una contrazione troppo rapida del muscolo proveniente da una fase di completo rilasciamento, oppure da un iperallungamento (ad esempio un "calcio a vuoto") o ancora da un sovraccarico di lavoro. La classificazione delle lesioni muscolari viene fatta in relazione all'entità del danno anatomico; si distinguono: - contrattura - elongazione (stiramento) - distrazione (strappo), di 1°, 2°, 3° grado
La contrattura L'atleta che si procura una contrattura riesce solitamente a terminare la gara senza troppi fastidi. Il dolore compare dopo la partita o il giorno seguente. Non v'è una vera e propria lesione muscolare, ma una alterazione del tono di tutto il muscolo o di una parte di esso come reazione ad uno stimolo troppo intenso e prolungato. La terapia è rappresentata da: calore, massaggi e stretching. La prognosi è di 4-7 giorni (rientro in gara).
Lo stiramento L'elongazione provoca un dolore immediato e vivo ma generalmente non impedisce il proseguimento dell'attività; tuttavia il fastidio tende ad aumentare progressivamente. E' molto importante smettere subito la gara o l'allenamento per evitare di procurarsi una distrazione muscolare. Nello stiramento, come nella contrattura, non v'è una lesione vera e propria delle fibre muscolari, ma un'alterazione marcata e localizzata del tono muscolare; in questo caso, all'interno del muscolo si può apprezzare un ben definito "cordone" doloroso, e anche il soggetto, a differenza della contrattura, sa individuare bene la zona dolorosa. La terapia consiste nel cosiddetto R.I.C.E., che in inglese, significa: rest (riposo), ice (ghiaccio), compression (compressione), elevation (elevazione); quindi l'arto va messo a riposo, raffreddato, trattato con un bendaggio compressivo ( meglio ancora se con una pomata a base di escina, per ridurre l'edema e l'infiammazione) e sollevato, per ridurre l'edema; successivamente si praticheranno ultrasuoni pulsati, crioultrasuoni, tens (correnti contro il dolore) e laser; in terza giornata si eseguirà un'ecografia per escludere la presenza di una lesione muscolare. Seguiranno (in caso di negatività dell'ecografia), massaggi, stretching e allenamento progressivo. Potranno essere usati anche farmaci antiinfiammatori e miorilassanti.La prognosi di uno stiramento è di circa 15 giorni (rientro in gara). Tuttavia nonostante la ripresa dell'attività, il paziente sarà sotto controllo medico ed eseguirà fisioterapia a giorni alterni ancora per una settimana circa.