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Lavori Scientifici
Congresso nazionale SIM Società Italiana di Mesoterapia
Università “La Sapienza” – Roma
31 Marzo 2007
La mesoterapia nelle patologie
muscolo-scheletriche in ambito sportivo
Dario Apuzzo
Introduzione
La mesoterapia è una tecnica terapeutica che negli ultimi vent'anni si è affermata grazie agli egregi risultati e alla semplicità d'applicazione.
La tecnica, (concepita e battezzata in Francia nel 1952 dal dr. Pistor), consiste nell'esecuzione di numerose microiniezioni nel derma, (il quale deriva embriologicamente dal mesoderma, da cui il nome di mesoterapia), in corrispondenza della superficie da trattare. Oltre che dall’azione del farmaco utilizzato, l’effetto della mesoterapia può anche essere determinato dalle stesse microiniezioni, le quali, stimolando le fibre tattili di grosso calibro, attivano un sistema definito del "gate control", che, inibendo la trasmissione del dolore, riduce la sintomatologia.
Le controindicazioni sono rappresentate dall'eventuale allergia del paziente ad uno o più farmaci utilizzati nel “cocktail”, che però non impedirebbe la pratica della tecnica, in quanto sarebbe sufficiente utilizzare un altro farmaco al quale non sia allergico il paziente.
Razionale
Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’efficacia della mesoterapia nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche in ambito sportivo utilizzando l’Ossigeno-Ozono (O2/O3 o ozono medicale), cioè una miscela di ossigeno arricchita di ozono.
Casistica, materiali e metodi
Lo studio clinico ha incluso 38 atleti (23 maschi e 15 femmine), compresi tra i 16 e i 45 anni, affetti da patologia sportiva dell’apparato locomotore, valutata strumentalmente e con sintomatologia algico-disfunzionale: 7 distorsioni tibio-tarsiche, 9 tendinopatie dell’achilleo, 4 epicondiliti, 6 mialgie da elongazione, 3 epitrocleiti, 4 talloniti, 5 tendinopatie della cuffia dei rotatori. I parametri di valutazione sono stati il dolore, la ripresa funzionale e la tumefazione. Il protocollo prevedeva la somministrazione bisettimanale, per 1 mese, della miscela di ossigeno-ozono per via intradermica, nella quantità di 20 cc, alla concentrazione di 10 microgrammi/ml. Dopo la somministrazione era previsto un lieve massaggio della parte trattata, al fine di consentire una migliore diffusione della miscela gassosa e, nel contempo, attenuare il leggero fastidio dovuto all’applicazione.
Risultati
Nella maggior parte dei casi, i primi miglioramenti si sono avuti entro la seconda seduta, con un risultato finale che abbiamo definito ottimo nel 60% dei casi, buono nel 25% e scarso nel 15%. In particolare l’epicondilite è quella che ha risposto peggio, mentre la distorsione tibio-tarsica e la tendinopatia dell’achilleo sono quelle che hanno risposto meglio.
Conclusioni
Grazie all’aumentato afflusso di ossigeno in sede di flogosi tissutale e all’ossidazione dei mediatori algogeni, oltre all’azione riflessoterapica della mesoterapia, l’Ossigeno-Ozono Terapia per via intradermica si è rivelata una tecnica molto efficace e non ha causato alcun effetto collaterale, se non un breve e leggero senso di bruciore locale durante l’applicazione. Inoltre il recupero dell’atleta è stato molto rapido, consentendo nel 50% dei casi di riprendere l’attività sportiva dopo sole 4 applicazioni. Alla luce di tali risultati riteniamo che l’Ossigeno-Ozono Terapia per via intradermica possa essere di grande aiuto nel campo della traumatologia dello sport, per l’efficacia terapeutica, la mancanza di tossicità, la buona tollerabilità, la semplicità di esecuzione e un buon rapporto costo-benefici.
Bibliografia
~ Apuzzo D.: Oxygen-ozone therapy in physical medicine and rehabilitation: a clinical study, atti del “World congress on oxygen-ozone therapy”, Verona 1999.
~ Bocci V., Luzzi E., Corradeschi F., Paulesu L., Di Stefano A.: Lymphokine and cytokine, Research vol.12 No. 2: 121-126, 1993.
~ Bocci V.: Ozone as a bioregulator. Pharmacology and toxicology of ozone therapy today, J Biol Regul Homeos Agents 10: 31-53, 1998.
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Portolano F., Sammartino A. et Al.: Biochimica e fisiologia dell’ozono, Acta Toxic Therap 17, 2-3; 101-110, 1996.
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